antica cittadella
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CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa diffusa da Pasquale Iorio, coordinatore de “Le Piazze del Sapere” sui beni comunali della città di Caserta abbandonati.

Il tema dei beni comunali

“Come rete delle Piazze  del Sapere abbiamo deciso di ritornare sul tema dei beni comuni abbandonati o non utilizzati presenti nella città di Caserta. Nel merito condividiamo le osservazioni critiche avanzate dal Coordinamento Circolo PD di Caserta alle modifiche che l’amministrazione comunale intende apportare al Regolamento sui beni comuni della città. Infatti nella nota del PD si ribadiscono i tre capisaldi su cui si fonda il regolamento (così come avviene in altra città italiane): a) allargare la partecipazione attiva delle associazioni e di cittadini; b) rafforzare la rete delle realtà associative su obiettivi comuni; c) far vivere l’Osservatorio cittadino dei beni comuni come organismo di monitoraggio, di proposte e di progetti.

Su questo vi sono state già contestazioni ed osservazioni da parte delle associazioni del terzo settore (Comitato città Viva, Parco degli Aranci  e Villa Giaquinto insieme con alcuni comitati (Combo, Attivi e solidali, Nuovi stili di vita, Noi voci di donne, Ex canapificio, Millepiani, Parrocchie del Buon Pastore e di Rione tescione). Un altro aspetto critico riguarda la rinnovabilità solo per un anno dei patti di collaborazione, con l’eliminazione dell’ufficio beni comuni.

Come abbiamo sottolineato in un precedente intervento, in città permane una situazione critica, in alcuni casi di vero abbandono comunali  con cantieri aperti da decenni – strutture storiche in stato di abbandono e degrado – paesaggio devastato (vedi lo scempio delle cave sui colli Tifatini).

L'elenco

Di seguito indichiamo i casi più clamorosi.

1.Ex Caserma Sacchi, che rimane  chiusa, non utilizzata.  Il resto è occupato dall’anagrafe, in via di trasferimento al centro di Caserta, e da Noi donne una associazione impegnata sulla violenza contro le donne. L’antico palazzo del vescovo, nucleo dell’ex caserma, è preda di infiltrazioni di acqua piovana con rovina dei preziosi affreschi”    Finora sono stati spesi oltre 15 milioni di euro, senza che alcuna delle importanti funzioni previste sia ancora stata attivata.                                                         

2. Biblioteca civica Ruggiero allo stato non accessibile al pubblico per avvio dei lavori di ristrutturazione, che dureranno per oltre un anno.                                                                                                         

3. Centro di Sant’Agostino con Archivio ed emeroteca – sala per convegni – oggi utilizzati come aule scolastiche per motivi di emergenza.                                                                                                                   

4. Ex Onmi – allo stato chiuso in attesa di ristrutturazione.                                                                                         

5. Ex Canapificio – allo stato chiuso per inagibilità                                                                          

6.Area del Macrico, di proprietà della Chiesa istituto di sostentamento in attesa di definizione urbanistica F2 su cui si è aperto un duro dibattito tra la Fondazione Laudato si e  le associazioni. 

7.Parco dei colli Tifatini intercomunale. Il progetto è in fase di stallo in quanto spetta al comune capofila (Caserta) definire la proposta da sottoporre alla Regione Campania per il finanziamento. Continua l’attività abusiva delle cave. Occorre salvare il nostro paesaggio Art. 9 della costituzione. 

8.Parco degli Aranci – da poco sono iniziati i lavori per riutilizzare l’area dove è stato scavato.                          

9. Vaccheria,  Bevedere di S. Leucio e Museo della seta – verificare         

10. Le Cavallerizze sul vialone Carlo Terzo, invase da scarichi vari.                                   

Su questa situazione scandalosa non è possibile continuare a tacere o minimizzare. Come Piazze del Sapere proponiamo di organizzare, insieme come le associazioni più attive, un incontro pubblico di denuncia ma anche per rilanciare proposte e progetti per ripartire con la cultura nella nostra città”.