antica cittadella
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REGIONALE - La notte scorsa, intorno alle 5, è venuta a mancare a 85 anni la leggendaria "pasionaria granata", figura storica e amatissima della Salernitana, Celeste Bucciarelli. Dopo aver combattuto con la sua solita forza indomabile, se n'è andata lasciando un vuoto profondo nel cuore dei tifosi.

L'ultimo giro allo stadio

Recentemente, la Salernitana l'aveva ospitata allo stadio Arechi durante l'allenamento a porte aperte, dove aveva avuto modo di fare un breve giro di campo, attraversando lo stadio per poi fermarsi sotto la curva Sud, dove ha ricevuto i baci e gli abbracci dei suoi figli.

Era una delle fondatrici del club "Le Fedelissime", la storica tifoseria che porta con orgoglio il logo di Mafalda, un simbolo di passione e appartenenza. Con il suo spirito inconfondibile, era la mamma di tutti gli ultras, un punto di riferimento per generazioni di tifosi granata. Ora, se ne è andata verso la "curva del Paradiso", dove, tra le altre, ha ritrovato la sua inseparabile amica signora Maria, compagna di tante trasferte e di un’infinità di emozioni legate alla Salernitana. I suoi viaggi, fatti di passione e amore per la squadra, rimarranno un ricordo indelebile per tutti coloro che l’hanno conosciuta.

La Salernitana era la sua grande passione

Celeste era una super tifosa granata sempre presente anche in trasferta allo stadio a seguire con gran passione la Salernitana. La squadra ha pubblicato un post in suo ricordo: "Celeste Bucciarelli non è stata una semplice tifosa della Salernitana, è stata la donna che nel secolo scorso, con la sua presenza continua e la sua passione llimitata sui gradoni del Vestuti, ha "sdoganato" il tifo femminile, costituendo un club "le fedelissime" presente anche nelle partite esterne. Erano gli anni in cui si riteneva che il tifo fosse monopolio esclusivo degli uomini. Celeste con la sua personalità e le sue energie, ha superato ogni barriera sociale , divenendo con il tempo una vera icona del tifo granata. Io l'ho vista al vestuti e all'Arechi tantissime volte, non ero un suo amico, ma dentro di me ho sempre avuto un grande sentimento di stima per quella tifosa "pasionaria". Ricordo con tanta nostalgia una trasferta a Venezia nel 1999. Pareggiammo 0 a 0 e quel punto ci lasciava ancora sperare nella salvezza della squadra del Presidente Aliberti. Dopo la partita mi recai al Casino, tappa obbligatoria per chi ama la roulette francese. Anche in quella circostanza rimasi favorevolmente sorpreso nel vedere Celeste destreggiarsi tra un tavolo e un altro. Insomma Celeste Bucciarelli è stata di fatto, senza alcuna battaglia ideologica, una donna che ha realizzato la vera parità di genere!"