antica cittadella
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REGIONALE - Cinque indagati per gli atti di bullismo e violenza a Sirignano contro un minore. Inchiesta partita dopo la video-denuncia di Borrelli. “Inchiodare i colpevoli alle loro responsabilità e punirli adeguatamente vuol dire anche ridare speranza alle vittime.

Le immagini della violenza

Lo scorso agosto divennero virali le immagini da Sirignano, in provincia di Avellino, di una serie di atti di bullismo perpetrati da una gang di giovani ai danni di un minorenne.

Per quegli episodi ora cinque persone sono indagate dalle Procure di Avellino e del Tribunale per i Minorenni di Napoli con l’accusa provvisoria di atti persecutori. L'inchiesta è partita dopo la denuncia del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli che aveva reso note le immagini.

Nel filmato, la vittima veniva sottoposta a violenze e minacce in due distinti episodi. In una delle sequenze più scioccanti, il giovane veniva picchiato, deriso e costretto a baciare le mani di ogni membro del gruppo. Tra le minacce pronunciate, una particolarmente inquietante: “Se parli con tua madre, ti appendiamo come Cristo in croce”.

Violenza e intimidazioni

Le immagini mostrano inizialmente il ragazzo aggredito all’interno di un appartamento da un giovane più grande, mentre altri presenti riprendono la scena. In un secondo video, la vittima, circondata dal gruppo, subisce ulteriori intimidazioni affinché non denunci l’accaduto e viene nuovamente colpita con schiaffi.

Grazie al lavoro investigativo della Squadra Mobile di Avellino, gli autori del gesto sono stati identificati in tempi rapidi. Le indagini si stanno ora concentrando sull’analisi forense dei dispositivi sequestrati ai due maggiorenni coinvolti. Due giorni fa, il Pubblico Ministero Lorenza Recano ha disposto la copia forense del materiale contenuto nei dispositivi.

“Se vi saranno conferme del coinvolgimento degli indagati nelle violenze” - commenta Borrelli- “occorrerà prendere seri provvedimenti ed intervenire anche nei confronti delle loro famiglie auspicandoci che non si sottraggano alle proprie responsabilità magari anche giustificando quei balordi gesti. Il fenomeno del bullismo è in continua crescita, condannare i responsabili vuol dire anche dare speranza e coraggio alle vittime.”